Il Circo PaNiKo

“Ormai l’inverno del nostro scontento s’è fatto estate sfolgorante ai raggi di questo sole di York”…

O di Cervia?

O del Circo PaNiKo?

 

Cito Shakespeare (Riccardo III, atto primo, scena prima), perché è proprio questa suggestione (che non ha a che vedere con il testo…) che mi porto dai due giorni trascorsi al mare, a Cervia, al Festival degli Aquiloni.

Prima un lungo inverno, buio, in cui l’impegno del lavoro ha lasciato ben poco spazio alle passioni, in cui la macchina fotografica era divenuta più un fardello da lasciare a casa nelle rare gite che il mezzo per trattenere un ricordo più duraturo degli altri.

Poi il buio che appare fugato dalla luce del sole sulla spiaggia sgombra di nuvole e persone, sugli aquiloni colorati e leggeri. E soprattutto sul Circo PaNiKo. Sì, ancora il circo. Il circo quello bello, però, quello vero. Quello senza animali, senza fruste schioccate sulla terra battuta, quello senza tristi clown dai parrucconi riccioluti e dagli aloni bianchi e rossi sul volto, quello senza lustrini e abiti di lamé. Il circo dove si ritorna bambini, dove si ride fino alle lacrime, dove si seguono con gli occhi sgranati le evoluzioni degli acrobati, dove il tempo passa in un lampo e all’improvviso ci si chiede “ma è già finito?!”

 

E allora ritorna la voglia di fotografare, di guardare di nuovo attraverso il mirino, per trattenere ricordi e perché l’allegria rimanga un po’ più a lungo…

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Grazie, circo PaNiKo!