L’Aquila, 7 agosto 2016

Lo scorso 7 agosto abbiamo visitato L’Aquila. Erano trascorsi vent’anni dalla mia ultima visita, vent’anni spezzati da un terremoto che ha devastato una città che allora trovai bellissima.

Un altro terremoto, occorso pochi giorni dopo il nostro rientro dalle vacanze, mi ha spinta ad aprire subito la cartella dei file in formato raw che avevo frettolosamente archiviato con l’intenzione di convertirli in un tempo indefinito ben al di là da venire.

Pubblico quindi alcuni scatti, interrotti da qualche riflessione, nella speranza che Amatrice, Accumoli e le altre città fra sette anni non si trovino nelle condizioni de L’Aquila del 2016. Spinta inoltre dalla rabbia che hanno suscitato in me le parole di un ministro della Repubblica Italiana: “”Adesso L’Aquila è il più grande cantiere d’Europa e anche l’Emilia è un grandissimo cantiere in crescita, farà PIL.

Sì, L’Aquila è un enorme cantiere, tuttavia è un cantiere spesso fantasma, in cui le piante infestanti sono libere di crescere perché nulla le ostacola nel loro sviluppo, in cui ben pochi sono i palazzi ristrutturati e varie dita di polvere si sono accumulate su un fermo immagine bloccato al 6 aprile 2009.

 

Questo è ciò che ho respirato girando per la città e mi ha profondamente turbata e che spero non costituisca un modello per la ricostruzione di cui si va attualmente a ragionare.

_V9A4529

Alcune immagini questi cantieri di cui si esaltano le magnifiche sorti e progressive.

_V9A4502

_V9A4497

_V9A4526

_V9A4504

Il cielo è certamente costellato da gru e ponteggi circondano moltissimi palazzi, ma in molti altri crepe e puntelli testimoniano un’attesa infinita.

_V9A4480

_V9A4478

_V9A4517

Ecco corso Vittorio Emanuele II, il cuore della città. Ora somiglia al salotto di un’antica dimora nobiliare abbandonata, in cui gli arredi sembrano invocare il ritorno degli antichi fasti.

_V9A4523

_V9A4520

Da una vetrina gli occhi di Maddalena Crippa paiono serbare il ricordo di una città scomparsa poche ore dopo l’ultima replica.

_V9A4510

Le persone attendono.

_V9A4486

La basilica di Collemaggio sembra intatta. In realtà dietro la facciata ci sono solo macerie. Ma il ragazzo sulla slackeline forse è la prova che grazie alla tenacia e alla voglia di ricominciare daccapo dopo ogni caduta si può arrivare a destinazione.

_V9A4475