Il cimitero degli amori mancati

Ci sono amori perduti, amori consumati, amori in corso, amori quotidiani, amori… E amori mancati.

Gli amori mancati hanno un cimitero. Un cimitero in cui è sempre primavera, che va visitato alle prima luci del giorno. Quando le gocce di rugiada si uniscono sugli steli, sui fili d’erba e l’aria ha un profumo nuovo. Quando tutto deve ancora avere inizio e tutto sarà sicuramente meraviglioso.

Non è un luogo triste il cimitero degli amori mancati. Sotto le pietre non ci sono corpi di cui la pelle percepisce l’assenza. Ci sono sguardi, carezze, baci fugaci, abbracci prolungati. Ci sono melodie dimenticate che salgono dalla terra appena smossa. Ci sono vaghi profumi portati dalla brezza leggera. Indugiare tra le lapidi è dolce, ricordare provoca un lieve struggimento che sfugge appena si prova ad afferrarlo.

Nel cimitero degli amori mancati si può accennare qualche passo su strade mai imboccate, srotolando il gomitolo delle vite non vissute per riuscire a ritrovare l’uscita. La pelle è liscia, il passo ritrova un vigore dimenticato.

Ma quando il sole rischiara l’aria con la sua luce nitida, ogni cosa si dissolve, il cancello del cimitero degli amori mancati si chiude, con un lieve cigolio che assomiglia a un sospiro trattenuto.

Talvolta anche una visita in un crepuscolo d’autunno è possibile. Il cielo terso, l’aria ancora tiepida rendono la nostalgia un presagio di futuro. Ma le ombre scendono presto e dai monti cala un vento freddo che spinge verso un focolare acceso che fa evaporare malinconie dimenticate tra le pieghe della pelle.

Fino a un’altra alba di primavera…

_V9A3912